Perché la maggior parte degli strumenti di sicurezza è scritta in Python, cosa lo rende adatto al lavoro offensive, e la storia del linguaggio dal 1991 a oggi. Con il confine etico posto dove va posto, e i limiti di Python detti chiaramente.
Un server Linux compromesso non si risolve reinstallando: prima si capisce come sono entrati, poi si cerca il resto. Metodo per trovare file infetti con solo la shell, i segnali che non devi ignorare, e perché l'ordine delle operazioni conta più degli strumenti.
Cosa è davvero una SQL injection, perché i prepared statement la eliminano, e come si usa OWASP ZAP e Burp Suite per cercarla in modo sistematico. Con l'etica e l'identità hacker: la differenza tra chi rompe e chi aiuta, scritta senza gergo.
WordPress è il CMS più diffuso del mondo e il terreno più fertile per chi cerca falle. Come si cercano davvero le vulnerabilità — dal recon del plugin all'analisi dei diff delle patch — e perché la parte difficile non è trovarle ma capire se sono sfruttabili.
Un file con nome appetitoso, una credenziale falsa, un DNS che non risponde: nulla di tutto questo protegge un asset, eppure ti dice chi è entrato. Storia e uso dei canary token, dai cartografi ai container AWS.
Honeypot, honeynet, honeytoken, deception technology: una linea continua che parte da Cliff Stoll e arriva ai microsegmenti dinamici. Perché mentire all'attaccante resta una delle contromisure più economiche che abbiamo.
Nessun software è immune, ma quasi tutto quello che scopriamo non ci riguarda. Una guida pratica al triage: reachability, esposizione, sfruttabilità reale e il momento in cui la patch va davvero prima di tutto il resto.